il giardino interiore di claudia chianese
Maria Selene Sconci
La lezione che viene dalla ricerca umana ed artistica di Claudia Chianese è tutt’altro che banale: è chiaramente l’esito della costante azione da lei compiuta, per costruire, incrementare ed alimentare la propria vita interiore.
Direi che tutta la sua esistenza è improntata costantemente alla speculazione filosofica, all’approfondimento esistenziale, all’accrescimento di quell’ armonia interiore indispensabile per lei, punto di arrivo e di ripartenza sempre, motore di vita.
La sua è compiutamente un’ esperienza in itinere che parte proprio dal passato, propriamente dalla sue RADICI con i valori e le esperienze biografiche, da cui trae le conquiste del presente in armonica connessione con i ciclo vitale della natura, all’interno della più ampia ciclicità della vita.
La meditazione è lo strumento da lei scelto per “prendersi cura del proprio giardino interiore”, per trovare le formule chiave della vita quali “dimorare nel momento presente”, e “nutrire sé stessi attraverso le meraviglie della vita”.
Il suo obiettivo è quello di possedere personalmente gli strumenti per indagare il reale nella sua complessità e molteplicità degli aspetti senza rinunciare mai all’aspirazione suprema di governare quella complessità, di possederla attraverso la riflessione e la speculazione intellettiva, unici mezzi che l’essere umano possiede per cogliere e decodificare i segni del soprannaturale che pervadono l’esistenza umana.
D’altra parte questo è proprio il fine supremo dell’arte, trasfigurare il reale, coglierne l’essenza e riconsegnarla all’esterno in diverse forme e modalità espressive: saranno opere pittoriche, forme plastiche, arti decorative, incisioni o fotografie, tutte portatrici di significati, di messaggi e di narrazioni che rappresentano realmente il loro valore aggiunto.
In tal senso Claudia Chianese personalmente affida alle sue creazioni materiche dei valori che si innestano nel vivo di cicli biologici della natura, nella rete virtuosa dei valori umani e relazionali riferibili alle storie famigliari, ed in altri svariati temi di grande attualità e di vita e che hanno il grande pregio di non concedere nulla alla vacua prolissità espressiva o all’inutile solipsismo autoriale.
L’evento Hortus realizzato da Claudia nella primavera del 2023 mi ha svelato più chiaramente il suo animo ed il suo profilo esistenziale: essa possiede una casa di famiglia con un giardino, al quale lei stessa riconosce grandissima importanza affettiva, quasi da “creatura vivente” perché portatrice di ricordi ed importanti testimonianze familiari.
Il fascino indiscusso del topos letterario dell’Hortus Conclusus cui il titolo della mostra faceva implicito riferimento oltre che i contenuti del testo autografo che accompagnava l’evento in questione mi hanno colpita ed incuriosita; la storia della famiglia era tratteggiata con insolito garbo e dovizia di particolari; le proprie origini siciliane narrate e rivendicate con orgoglioso rispetto; l’incommensurabile valore affettivo per quell’abitazione e per quel giardino, mi hanno convinto ad approfondire tale conoscenza.
Ho scoperto a poco a poco la complessità della ricerca creativa di Claudia Chianese.
Visitando il giardino ho conosciuto la sacra topografia di quel luogo, ho colta l’importanza dell’eredità affettiva di tale lascito morale di cui Claudia è perfettamente consapevole ed interprete appassionata.
Numerose ed interessanti sono le espressioni artistiche contemporanee legate alla natura e nella natura; pregevole sempre, e già ampiamente sperimentata, la nozione di “giardino dell’ arte” con caratteristiche che è possibile attribuire e riconoscere a boschi, giardini e foreste connotati artisticamente.
Su questa scia si pone il progetto di Claudia Chianese che personalizza al massimo la propria esperienza artistica rendendola unica ed irripetibile. Un solo giorno, infatti, durerà l’evento: il giardino di famiglia sarà accessibile eccezionalmente dall’alba al tramonto il 22 giugno prossimo, complice l’appena compiuto solstizio d’estate, momento ideale per essere goduto ed essere mostrato all’esterno.
D’altra parte i tempi erano oramai maturi, i significati chiari, la riflessione compiuta.
Il giardino è scrigno di valori, dunque opera d’arte esso stesso. Saranno il pensiero dell’artista e le sue parole a svelare le memorie, a raccontare le storie, a spiegare gli intenti.
Sarà una lunga performance quella di Claudia, che la obbligherà a mettersi in gioco senza veli, per condividere con tutti la compiutezza, la maturità e la circolarità del suo pensiero.
L’evento propone la sosta presso delle vere e proprie “stazioni dell’arte intangibili “ che si succederanno in un sapiente percorso narrativo che nasce circolare e che diventa spiraliforme e poi ascensionale.
Ascolteremo con partecipe interesse le storie che il giardino custodisce ma soprattutto comprenderemo come il pensiero ed i sentimenti possono trasformare ogni cosa, attribuire valori e regalare emozioni.
Nel corso della visita Elisa Omassi, accompagnandosi con la chitarra, reciterà/canterà il mantra Shivo ham ispirato al testo “Nirvana Shatkam” del grande teologo e filosofo indiano Adi Shankara (788 d.C.); si tratta di una riflessione cantata su i grandi temi dell’induismo quali il non-dualismo e, più in generale, sul significato di Verità di Esistenza e Realtà.
Livia Giampalmo leggerà alcuni brani del testo dell’artista dedicato al giardino.