dalla terra al cielo, dal ferro all’oro
Mariantonietta Picone
Entrare in sintonia con Klimt è oggi una sfida non da poco. Il nesso complesso stabilito dall’artista viennese fra una osservazione della realtà senza veli e ipocrisie, addirittura cruda (si rammenti la donna incinta nuda) e un’aspirazione alla spiritualità altrettanto radicale e fuori dalle convenzioni, all’insegna di un’eleganza decorativa ricca di simboli può costituire un traguardo difficile, ma non impossibile per Claudia Chianese. La ricerca della spiritualità di Klimt si nutriva di stimoli provenienti dall’arte medievale bizantina e dal mondo della magia, mentre la ricerca di claudia trae ispirazione dalle simbologie dell’antica cultura egizia, così come dalla meditazione yoga e dal pensiero zen. Se c’è qualcosa che è rimasto ancora attuale dopo il tramonto del postmodern, questa è la libertà nel cercare le proprie fonti, soprattutto in campo spirituale. È la fine della fede di tipo confessionale e il trionfo del sincretismo.
La figura serpentina della donna protagonista di cielo, terra. fuoco, mare ci rimanda alla simbologia del serpente, incarnazione della forza vitale in rapporto con tutti gli elementi fondamentali, celebrati dalla filosofia greca di Talete, ma anche dalla cultura egizia, proprio attraverso la forma a spirale del serpente, simbolo di fecondità, energia, abbondanza, rinascita, rinnovamento, reincarnazione. abbinato all’oro il serpente diventa simbolo di regalità, ma può facilmente traghettarci verso la ricerca yoga dell’energia della consapevolezza che giace come un serpente dormiente dentro di noi. L’uso di un procedimento fotografico richiama di per sé un processo di trasmutazione che applicato su un supporto in ferro rivitalizzato da uno strato d’oro sembra alludere concretamente a un percorso alla ricerca dell’illuminazione. L’oro per gli uomini del medioevo, per Klimt, ma anche per molti artisti di oggi rappresenta in assoluto il mondo della spiritualità.